Ritorno al futuro

Definita la strada che avrei scelto di intraprendere per il mio lavoro in cantina, grazie alle esperienze fatte e, soprattutto, all’incontro ad una fiera con uno straordinario Chardonnay della Loira, ottenuto con metodo naturale, tornai a casa carico di entusiasmo.

Abituato a coltivare la terra con metodi tradizionali, mio papà non era inizialmente convinto delle mie ragioni che portavano un cambiamento, al naturale, nel metodo di coltivazione e, di conseguenza, nella produzione; tuttavia, ci accordammo e mi lasciò coltivare un piccolo appezzamento a modo mio.

Iniziai eliminando subito diserbi e concimi chimici, a muovere e lavorare diversamente il terreno e scelsi di ridurre la resa di uva per ettaro, per produrre meno e avere una maggiore qualità.
Non ci volle molto però per vedere i primi cambiamenti: nel giro di un paio di anni le foglie iniziarono a modificare il proprio colore in un verde più intenso; dopo circa 4 anni anche l’uva ne ha tratto beneficio, assumendo un colore più dorato; il gusto divenne più ricco e la buccia più croccante. Entusiasta dei primi risultati, andai da mio papà che, felice per l’uva così ottenuta, certamente più bella e gustosa, mi domando “e ora che ne facciamo?”. Mio papà vendeva l’uva a peso e, in questo modo, non c’era molto da guadagnarci data la ristretta produzione.
Fino a che, dopo aver riconvertito anche altri terreni, non arrivò il momento giusto! Riuscì a trovare clienti che desideravano un’uva con una marcia in più, e la nostra uva faceva proprio al caso loro.
Questo mi spinse a convertire in Bio l’intera azienda. Ci vollero diversi anni per disintossicare i terreni dalla coltivazione tradizionale ma, finalmente, nel 2006 iniziammo a vinificare.

Un cambiamento che ha permesso di innovare l’azienda, ritornando al vino autentico! Un viaggio nel futuro per tornare alle origini.