Oggi ti parlerò della vinificazione della stessa uva in contenitori diversi e dell’assemblaggio dei vini prima dell’imbottigliamento.

Ogni anno, infatti, durante la vendemmia vinifichiamo in contenitori differenti le nostre uve provenienti da diverse zone e che sono destinate a produrre lo stesso vino.

Per esempio vinifichiamo la Garganega per “el Gian” proveniente dalla sottozona Faldeo insieme alla Garganega proveniente dai Monti di Mezzo ma in contenitori diversi. Questa scelta viene fatta per avere in ogni annata, che è qualitativamente diversa rispetto alle precedenti, molte possibilità di assemblaggio e quindi l’opportunità di dar vita a un vino equilibrato e piacevole.

Questo lo facciamo per tutti i vini.

Procediamo così: una parte della Garganega destina a “el Gian” è vinificata in acciaio, mentre una parte finisce in una botte di legno da 10 hl. Finita le fermentazioni in acciaio 225 litri di “el Gian” vengono spostati in barrique per l’affinamento. Partendo dalla medesima materia prima, queste vinificazioni in contenitori di diverse quantità e di diversi materiali daranno dei vini olfattivamente e gustativamente diversi tra loro.

Per me avere in cantina vini di Garganega diversi tra loro è la situazione ideale per poter ogni anno produrre vini di qualità elevata, croccanti e capaci di esprimere al massimo il territorio vulcanico di Gambellara. Questi vini dovranno poi essere assemblati cercando di portare nel vino finale che voglio ottenere le caratteristiche positive di ogni contenitore.

Il momento dell’assemblaggio è entusiasmante ed energetico, di solito avviene prima dell’imbottigliamento. Ci sediamo attorno a un tavolo, io e i miei collaboratori, con tutti i campioni dei vini e, dopo aver assaggiato alcuni vini delle annate precedenti, si inizia con il degustare i vini nuovi per poi tagliarli in base alle sensazioni che dà la nuova annata.

Per esempio se abbiamo bisogno di un maggiore freschezza si tenderà ad aggiungere una quantità superiore di “el Gian” proveniente dall’acciaio; viceversa, se ho bisogno di più complessità, andrò ad aggiungere più vino proveniente dal legno. Così via per ogni punto della degustazione.

Alla fine otterrò vini che sicuramente rispecchieranno l’annata e che saranno il più equilibrati possibili. A ogni vendemmia, finite le prime fermentazioni, cerco di immaginare i vini come potranno essere poco prima dell’imbottigliamento e a ogni assemblaggio rimango piacevolmente sorpreso per la positiva evoluzione dell’annata.
Al momento dell’assemblaggio mi capita sempre di chiedermi: come saranno i vini dopo un anno di bottiglia? E ogni anno è una nuova piacevole sorpresa.

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