Storia, territorio, natura. Ogni scelta ha un perché: vendemmia 2020, i buoni frutti del saper aspettare

La vendemmia 2020 è iniziata in anticipo di una settimana rispetto a quella del 2019. Già verso il 20 agosto abbiamo iniziato a raccogliere le prime uve per i primi pied de cuve, gli starter naturali delle fermentazioni, mentre gli ultimi grappoli sono arrivati in cantina il 14 ottobre.
In questa annata mi sono reso conto ancor di più rispetto a quelle passate come le uve tardive, Garganega e Durella, tipiche del nostro territorio, sappiano dare ottimi frutti se si ha la pazienza di aspettare, aspettare e aspettare.

Ai primi di settembre avevo un po’ di timore perché la maturazione era lenta, l’estate piovosa aveva diluito molto le sostanze all’interno dell’acino e la pianta non riusciva a concentrarle. Sono poi arrivate le giornate calde e le notti fredde di settembre e la vigna ha iniziato a lavorare intensamente, il colore dell’uva è diventato dorato, rosso, arancione, alcuni acini addirittura hanno virato verso il viola. L’uva è riuscita a concentrare zuccheri, aromi, profumi così da dare dell’ottimo prodotto da raccogliere a ottobre.
Al momento, avendo ancora vini in fermentazione, posso dire che è stata una buona vendemmia, sempre emozionante, frenetica e impegnativa, ma che già a novembre mi darà grandi soddisfazioni con i profumi dei vini che riempiranno la cantina e le fredde giornate autunnali.