Dal grappolo d’uva al vino

La raccolta dell’uva è terminata nei primi giorni di ottobre, qualche giorno in anticipo rispetto agli anni scorsi.
E’ ora che inizia il lavoro più delicato e impegnativo ma che, allo stesso tempo, muove un sacco di emozioni dentro di me: coccolare i mosti delle uve appena pigiate e i nuovi vini appena nati per farli diventare degli ottimi vini da grandi.
Sono consapevole che per fare un buon vino seguendo la natura ci si deve impegnare molto e lasciare nulla al caso.
Il mio primo lavoro di ogni giorno, fino a fine novembre circa, consisterà così nel passare a degustare tutti i vini di tutte le vasche; devo capire, per ogni vino, se tutto va bene e cercare in anticipo di prevedere se potrebbero nascere dei problemi. Sono giornate piene di batonnage, rimontaggi, travasi, analisi, colmature, assemblaggi e tante altre piccole accortezze che tutte assieme mi aiutano ad avere vini puliti, eleganti, fini e che rispecchiano il territorio dove nascono.
Credo che il lavoro in cantina sia molto emozionante, pensare di trasformare un grappolo d’uva in un bel vino mi riempie di soddisfazione!
Alcune volte mi sembra di accudire e coccolare alla stessa maniera i miei vini che ogni anno nascono e le mie due figlie.

bottiglia-di-el-gian