La potatura delle mie viti

La potatura è un’operazione molto delicata; con essa, ogni anno, decidiamo il futuro di ogni singola pianta, determinando quello che sarà il suo sviluppo.

La potatura si esegue nel periodo di riposo vegetativo della pianta, tra novembre e aprile; 4 anni fa ho partecipato a delle giornate in Friuli in compagnia dei potatori di Simonit&Sirch per imparare le loro tecniche, affinate in oltre 30 anni di studio. Si tratta in realtà di tecniche che già conoscevo in parte, insegnatomi da mio papà, ma che posano le basi su 4 concetti molto importanti e che seguo con attenzione nei miei vigneti.
Da quando ho adottato tali metodologie devo dire che le malattie dei miei vigneti sono diminuite (come la flavescenza dorata) e ogni taglio che faccio segue una precisa logica che porta ad una potatura più veloce e più responsabile.
La potatura è infatti un’operazione necessaria per i nostri vigenti, ma ogni taglio è una ferita che provochiamo alla pianta; dobbiamo perciò cercare di farne il meno possibile, tagliare lontano dalla gemma e lasciare una parte di legno abbastanza lungo che con il suo dissecamento non vada ad intaccare la gemma sottostante, prestando attenzione a non chiudere il naturale flusso linfatico della pianta.

Ogni vite ha perciò una sua storia e con ogni potatura stabiliamo lo sviluppo della pianta negli anni a seguire, cercando di produrre i risultati qualitativi e quantitativi che ci siamo prefissati, per ottenere viti resistenti e in grado di durare a lungo, che possano offrire anche ai miei figli le stesse soddisfazioni che riservano oggi a me.

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