La vendemmia è finita. E quest’anno posso dire di aver battuto un record che, a dire il vero, avrei preferito non battere: il 30 settembre avevamo già raccolto tutta l’uva.

Non mi era mai successo di terminare la vendemmia così presto. Solitamente si arrivava almeno alla metà di ottobre e, se penso a quando si vendemmiava quarant’anni fa, siamo in anticipo di quasi un mese.

Come vi avevo raccontato nella scorsa newsletter, è stata un’annata tutt’altro che semplice. Un’estate caldissima, piuttosto asciutta e soprattutto tre forti grandinate che hanno colpito la zona collinare, danneggiando buona parte dei vigneti di Garganega e Durella.

Il caldo ha accelerato la maturazione e già nei primi giorni di settembre abbiamo iniziato a raccogliere le uve destinate al Primo Incontro. Poi, a parte qualche pioggia intorno al 10 settembre, il tempo ci ha accompagnato con giornate asciutte fino alla fine.

Di uva, purtroppo, ne abbiamo raccolta davvero poca. La grandine prima e il caldo poi hanno ridotto molto la produzione e mi hanno costretto a fare delle scelte. Quest’anno ho preferito concentrarmi sui vini di tutti i giorni, come il Primo Incontro ed El Gian, rinunciando ad altre etichette. Le uve danneggiate dalla grandine infatti non erano adatte alle macerazioni e, con quantità così limitate, ho scelto di destinare i grappoli migliori ai vini che non volevo far mancare.

Per fortuna i vigneti nella zona del Soave e quelli da cui nasce la Cuvée dei Vignato hanno subito meno danni, permettendoci di raccogliere l’uva necessaria per produrre anche questi vini. Abbiamo invece dimezzato la quantità di uva destinata all’appassimento: questo significa che ci saranno meno bottiglie di passito ma quelle che faremo avranno tutta la cura di sempre.

È stata una vendemmia di grande selezione. Siamo passati anche tre volte negli stessi vigneti, scegliendo con attenzione quali grappoli destinare all’appassimento, quali alla produzione dei vini in bottiglia e quali al vino sfuso. Paradossalmente, la grandine che ci ha portato via tanta uva ha anche permesso alle viti di concentrare le energie sui pochi grappoli rimasti. Nonostante il caldo infernale, questi sono arrivati a una maturazione davvero bella, con acini concentrati e poco succo.

I primi travasi ci stanno dando delle soddisfazioni: i vini sono molto profumati, ricchi e pastosi in bocca. È ancora presto per tirare le somme definitive, ma la qualità di quello che siamo riusciti a portare in cantina promette molto bene.

Alla fine delle dodici etichette che produciamo abitualmente quest’anno ne faremo soltanto cinque. Non è certo quello che speravo quando è iniziata la stagione, ma lavorare in vigna significa anche questo: adattarsi a quello che la natura ci lascia, fare delle scelte e cercare di ottenere il meglio possibile.

Come si dice, non tutto il male vien per nuocere. E con una buona dose di ottimismo, che qui non manca mai, posso dire che anche quest’anno ce la siamo cavata! 😉🍷