El Gian

Vi siete mai chiesti da dove derivi il nome di questo vino? E’ un omaggio a papà Gian Domenico, che mi ha insegnato molto di questo mondo affascinante, non potevo non ricambiarlo con un’etichetta dedicata.

E’ un vino prodotto esclusivamente con uve Garganega, varietà autoctona di Gambellara, coltivate in collina nei terreni vulcanici sopra il paese. I vigneti hanno un’età media di 25 anni. L’uva viene raccolta a mano in Ottobre e, per mantenerla il più integra possibile, viene portata in cantina in casse.

E’ un vino giovane, fresco e immediato, perfetto per essere portato in tavola tutti i giorni, come da tradizione contadina.

Qui trovate tutti i dettagli.


Storia, Territorio, Natura. Ogni scelta ha un perché" : Come conservare il vino?

Noto che molti amici e clienti mi chiedono la corretta conservazione del vino prima e quanto dura una bottiglia dopo che è stata aperta. Non solo le scelte degli amici consumatori, ma anche quelle di noi produttori a monte possono influire, vi racconto le mie.

Per esempio io ho scelto la bottiglia scura per tutti i miei vini. Certo le bottiglie trasparenti colpiscono e vengono ricordate molto di più, ma per vini che rimangono in bottiglia per più di un anno è obbligatorio la bottiglia scura per difendere il vino dalla luce che velocizza il processo di invecchiamento.

La temperatura è importante nella conservazione delle bottiglie che deve rimanere tra i 12° e 15° C con un’umidità del 70%, umidità troppo bassa andrebbe a seccare il tappo, se di sughero, ed ad aumentare il passaggio di ossigeno. Non abbiate paura di lasciare le bottiglie coricate con il vino a contatto con il tappo, lo mantiene umido ed elastico. Le bottiglie vanno stese in un ambiente buio ed esente da odori forti, come salami e formaggi che talvolta si trovano nella stessa cantina del vino, che potrebbero con il tempo contaminare il tappo e alla lunga il vino.

Quando si decide il momento di aprire la bottiglia meglio portarla verticale almeno un giorno prima se possibile, così eventuali sedimenti andranno a depositarsi sul fondo. E’ anche opportuno portare alla giusta temperatura di servizio il vino che si aprirà, 7-8°C le bollicine, 11-13°C i buoni bianchi e 15-18°C i rossi e passiti.

Essendo io un bianchista, ho sempre bevuto molti vini bianchi, sono convinto che un vino bianco di buona qualità si degusti e beva molto meglio a 12°C che non a 7°C e quando sono aperti anche mezz’ora prima di berli. Una temperatura leggermente più alta e un po’ di ossigeno aprono molto meglio i profumi e gli aromi che sono rimasti tappati per lungo tempo all’interno della bottiglia. Di solito la bottiglia a fine pasto è finita, almeno per me, ma se non ci siete riusciti potete riporla, tappata, in frigo e noterete che ogni giorno il vino migliora. Tengo in frigo bottiglie aperte anche per 20 giorni o più senza nessun problema.

Però in frigo non lasciate bottiglie da aprire per mesi: se pensavate di berle ma alla fine non è stato così, meglio riporle in cantina con le attenzioni che ho descritto prima.

Infine il mio ultimo consiglio: se avete il dubbio di non riuscire a conservare adeguatamente le bottiglie che avete in casa/cantina, vi consiglio di chiamare qualche amico e bervele in compagnia, quest’ultima è una gran bella soluzione. ;-)


Maggio mese intenso di appuntamenti!

Maggio, come ogni anno, è un mese intenso, moltissimi gli eventi organizzati e la scelta ai quali partecipare diventa obbligata.

Il mio “tour” inizia il 13 vicino a casa, a Trissino, presso Tenuta Dalle Ore, organizzato da Il Convivio Selezione, è un evento per addetti del settore ed operatori, su invito, una quindicina circa amici produttori presenti.

Restiamo in provincia di Vicenza, il 19 Maggio torna Vieni in Villa, evento organizzato da Marco De Tomasi con la Proloco del luogo: ogni anno Marco va alla scoperta delle cantine più particolari e meritevoli di essere conosciute di tutta Italia e ne fa una selezione, io partecipo da due edizioni, la qualità è ottima e l’organizzazione pure, non potete mancare!

 A fine Maggio invece volo in Belgio, partecipo per la prima voltaa PURr anOTHER winefair, diversi i vignaioli presenti da tutta Europa, scelti perché particolarmente attenti alla natura, al rispetto dell’uomo, capaci di cogliere davvero l'essenza del terroir locale.

Chiudo l’8 e 9 Giugno presso l’Antico Convento di San Francesco a Bagnacavallo con Vinessum, circa 100 artigiani del vino e del cibo, una fiera, un mercato, una festa di due giorni!


Storia, Territorio, Natura. Ogni scelta ha un perché": il mio vino all'estero, dove e perché

Far conoscere il mio vino all’estero, in tutto il mondo, è sempre stato un punto fisso che mi girava in testa prima ancora di iniziare ad imbottigliare la mia prima bottiglia. Il motivo è presto detto: ho sempre immaginato i paesi esteri molto “assetati” degli usi, costumi e prodotti Italiani tra cui ovviamente anche il vino.

Quando ho cominciato a mettere il naso fuori dall’Italia e dall’ Europa, ho voluto muovere i primi passi nei mercati classici e con questi intendo America ed Europa; mi sono subito reso conto che quello che immaginavo era solo una piccola parte di ciò che effettivamente ho trovato.

Nei viaggi all’estero, per promuovere la mia azienda e i mie vini, ho sempre trovato persone molto umili, curiosissime di capire il territorio dove viene prodotto il vino, le varie metodologie utilizzate per produrre e tutti i più piccoli dettagli che ci sono per arrivare ad una bottiglia di vino.

Prima di partire mi sono sempre chiesto se valeva la pena o meno continuare a mettere in etichetta la Doc Gambellara, una piccola denominazione sconosciuta anche in Italia.  Ma devo tutto alla mia testardaggine, che mi porta a volere a tutti i costi produrre vini del territorio e a mantenere la denominazione in etichetta; credo faccia parte anche quello della promozione di un vino e di un territorio, così ho continuato ad inserire la denominazione anche per l’estero.

La più grande conferma che questa è e continuerà ad essere la strada giusta, l’ho avuta lo scorso Maggio durante il mio viaggio dagli amici/importatori/distributori americani.

Entrati da un importante cliente nella periferia di Denver, io e il mio distributore abbiamo fatto assaggiare i vini al titolare e ci siamo messi a parlare della zona di Gambellara. Tra le svariate domande che mi ha fatto, quella che mi ha colpito è stata sul numero di aziende che esportano Gambellara Doc negli USA e quante di queste sono Bio. Questa domanda me la ricorderò per il resto della mia vita e la mia risposta è stata: “ Forse in USA puoi trovare 2 aziende che esportano il Gambellara Doc ma l’unico Biologico è quello che stai bevendo!” Il ragazzo davanti a me è rimasto 5 secondi in silenzio con il bicchiere di vino sotto il naso a guardarmi e a pensare, dopo di che ha sorriso esclamando: “ Allora sto bevendo una cosa unica!”. In quel momento più di altri, ho capito che le scelte fatte per esportare i miei vini all’estero erano più che mai azzeccate, che portare con orgoglio il mio paesino di Gambellara in tutto il mondo è una soddisfazione e un punto di forza perché i più attenti stanno cercando cose nuove, vini di grande beva e biologici per poterne bere qualche bicchiere in più e di piccole aziende e denominazioni ancora non mainstream.

Ho iniziato ad esportare circa 8 anni fa ed ora i miei vini li potete trovare in tutti gli Stati Uniti d’America, in Quebec, Ontario, Svizzera, Olanda, Belgio, Francia ed Inghilterra.

Ma non mi fermo qui!


Dove trovi i miei vini: Ristorante Pizzeria Naviglio

Ricomincio a consigliarvi alcuni locali in Italia e non solo, dove potete trovare i miei vini.

Questo mese vi porto a Goito al Ristorante Naviglio 1974, un tempio dei sapori della cucina tradizionale mantovana, un’oasi di gusto all’interno del Parco del Mincio in cui riscoprire le materie prime e le ricette della provincia di Mantova.

Dario Castagna e la moglie Mariafrancesca vi metteranno sicuramente a vostro agio!


Visita e degustazione in cantina per Pasqua

Si avvicina la Pasqua, le giornate si allungano, le mie vigne piano piano si “svegliano” e così ho deciso di condividere con alcuni di voi l’esperienza che vivo ogni giorno in campagna e in cantina.

Le prime 12 persone che si iscriveranno potranno partecipare ad una visita in cantina, preceduta da una breve passeggiata in vigna, se il tempo ce lo permette, e una degustazione gratuita dei miei vini vulcanici.

L’appuntamento è per sabato 13 Aprile alle 10:30,ci si iscrive mandando una mail a: info@davidevignato.it .

Nel giro di qualche giorno ti comunicherò se sei stato tra i più veloci ad iscriverti e ti darò conferma di partecipazione.


Vinitaly 2019, dal 7 al 10 aprile, torna la fiera più importante in Italia ma prima ho volato a Londra per Raw Wine

Lo scorso weekend ho partecipato per la prima volta a RAW WINE, una fiera di due giorni che rappresenta anche una vera e propria community di vini biologici e biodinamici. Questa di Londra è solo uno degli eventi che organizzano varie volte durante l'anno, in diversi luoghi del mondo, come a Berlino, a New York, Los Angeles o Montreal.

Cosa mi porto a casa? Quali impressioni da condividere con voi? Tantissima curiosità per i vini bio, molti giovani che vogliono cambiare modo di approcciarsi al vino e curiosi di scoprire nuove piccole denominazioni, come la mia. Sicuramente è il momento ideale per vini particolari, identitari e poco noti su certi mercati come il Gambellara Doc Biologico che produco. La fiera è stata organizzata nei minimi dettagli, sicuramente parteciperò ad altre che verranno nel prossimo futuro.

Qualche giorno in vigna e poi ci spostiamo a Verona, per la mia  6° partecipazione a VinitalyBio, la manifestazione dedicata al vino biologico certificato all’interno del Vinitaly, il Salone Internazionale del Vino e dei Distillati di Verona, mi trovate nel padiglione F stand 18 del VinitalyBio. Ovviamente vi aspetto per assaggiare il Primo Incontro 2017 e anche il mio Gambellara Classico Col Moenia 2017.


Merlot 1950

Il territorio in cui mi trovo viene necessariamente identificato con i vini bianchi, Gambellara e Durello ne sono un esempio lampante, ma tra i vini che produco ci sono anche due rossi e oggi vi voglio parlare del Merlot 1950.

Intanto il nome del vino per me è importante, perché il 1950 indica l’anno dell’impianto dei vigneti di Merlot con cui si fa il vino, ad opera di mio papà e di mio nonno, quasi 70 anni fa, possiamo quasi dire che è un “autoctono” ;-). 

L’uva è raccolta a mano a metà del mese di settembre. Il trasporto in cantina avviene con le cassette perché l’uva arrivi il più integra possibile.

E’ un vino dal colore rosso rubino, un profumo intenso, una buona struttura che in bocca ricorda i sapori della frutta rossa, il mirtillo e il lampone tra tutti. Un vino da bere in queste sere fredde d’inverno, magari mangiando un secondo di carne o a merenda cin un panino al salame, servito a circa 16-18°.

Qui trovate la scheda tecnica. Prosit!

 


L’inverno, il riposo vegetativo

Dopo la grande mole di lavoro estivo, conclusasi ad ottobre con la maturazione dell’ uva, le viti hanno bisogno di un periodo per rigenerarsi e recuperare le energie, questo periodo è l’inverno. Nel periodo invernale, detto infatti periodo di riposo vegetativo, non si aspetta inermi il germogliamento primaverile ma si conducono quei lavori in vigna che aiutano le viti a recuperare le energie spese e al terreno per rigenerarsi e ristrutturarsi.

Il primo lavoro in assoluto da fare, finita la vendemmia, è quello di togliere le viti morte o malate o che, per errore, estirpiamo con qualche lavorazione: queste vigne vanno sostituite. Già in estate passando tra un filare e l’altro “segnamo” queste piante e finita la vendemmia entriamo in vigna e le togliamo, con una trivella facciamo il buco nel terreno per la nuova barbatella e lasciamo passare l’inverno affinché il terreno si ossigeni e con il gelo si sbricioli, diventando più friabile in primavera, quando andremo a piantare le nuove viti.

Durante le lavorazioni primaverili ed estive passiamo nel terreno con trattori che lo vanno a compattare ed indurire, macchinari che possono essere più o meno pesanti, attrezzati con gomme strette o larghe che compattano il terreno in modo molto diverso. La mia filosofia è quella di compattare il meno possibile il terreno, utilizzando trattori più leggeri e gomme più larghe per lasciare il terreno “respirare” meglio.

Dopo aver tolto le viti da estirpare passiamo con un ripper, attrezzo che serve a tagliare, sollevare ed arieggiare il terreno. Quest’ operazione è estremamente importante perché con i tagli che facciamo, profondi 40 cm, agevoliamo l’entrata nel terreno di aria ed acqua per tutto il periodo invernale, importantissima per tutti i microrganismi presenti.

La fase successiva è quella della semina del sovescio, un miscuglio di graminacee e leguminose che con le loro radici ristrutturano il terreno e apportano carbonio e azoto per aumentare l’humus presente nel suolo. Terminate queste lavorazioni il terreno riposa fino alla primavera successiva.

Il lavoro in vigna non termina qui però, c’è ancora da potare, pulire gli argini da piante che ombreggerebbero il vigneto in estate e preparare il vigneto al germogliamento primaverile.

La potatura inizia con l’arrivo del freddo, quando sono cadute tutte le foglie. Aspettiamo questo momento perché le piante, tolto il frutto dell’uva, cominciano a lavorare per incamerare all’ interno del fusto scorte di sostanze vitali per passare l’inverno e ripartire a tutta forza in primavera, diversamente se noi andassimo a tagliarle bloccheremo questo processo importantissimo. La potatura è un processo molto delicato con il quale si va ad eliminare la parte vecchia della pianta e si decide l’impostazione che essa dovrà avere per gli anni successivi, influenzando forma e quantità dell’uva che dovrà produrre. Nello stesso momento potiamo anche gli olivi per mantenere costante la loro produzione e qualità.

Altro lavoro invernale molto importante è la pulizia degli argini e dei fossati. Andiamo a togliere le piante che in estate potrebbero ombreggiare il vigneto o che vanno ad ostruire il corretto passaggio dell’acqua nei fossati. Questo perché dobbiamo custodire con cura l’ambiente ed il territorio dove viviamo e lavoriamo per consegnarlo alle nuove generazioni migliore di come lo abbiamo trovato.

A quanto pare l’inverno non è un momento di riposo, o almeno lo è solo per le piante, noi invece ci dobbiamo ben organizzare e lavorare al meglio per preparare il vigneto, perché sia pronto ed in forza alla ripartenza e al risveglio vegetativo dei primi caldi.


Prossimi eventi: Vinnatur Roma e Sottoscala Carbonari

Con febbraio inizio il mio tour di eventi che mi terrà occupato nei prossimi mesi, oltre che a tutta l’attività in vigna e cantina tipica del periodo.

Il primo appuntamento è organizzato in compagnia degli amici del “Sottoscala dei Carbonari” il 15 febbraio alle ore 20:00: è una associazione che ricerca, promuove e diffonde la cultura e la conoscenza della artigianalità nelle diverse espressioni, la mia prima partecipazione ad un loro eventoe la curiosità è tanta!

Inoltre il 23 e il 24 febbraio sarò a Roma per l’edizione laziale di Vinnatur, assieme ad altri 90 soci circa dell’associazione lanciata nel 2006 da Angiolino Maule, di cui faccio orgogliosamenteparte da circa un anno. L’evento sarà presso Area Eventi Officine Farneto, qui trovate tutti i dettagli.