Adozioni in vigna: un filare che porta il tuo nome

Adottare un filare della nostra vigna e seguirlo passo dopo passo per osservare da vicino la sua crescita e vivere in prima persona la nascita di un vino. E’ questa la nuova proposta che facciamo a chi vuole vivere un’esperienza diversa dal solito ed entrare un po’ più in profondità nel lavoro che facciamo ogni giorno.

Cosa significa adottare un filare del nostro vigneto? Per un anno intero un filare di Garganega o Durella delle nostre colline porterà il nome della persona che ha deciso di adottarlo e a cui invieremo un certificato di adozione del filare. Per tutto l’anno riceverà via mail le foto dei suoi cambiamenti durante l’inverno, la primavera, l’estate e l’autunno. Sul filare scelto sarà apposto un cartellino con il nome dell’adottante.

Chi sceglie di adottare un filare di vite potrà godere di alcuni benefici riservati. Riceverà un quantitativo di bottiglie del vino proveniente dal vigneto adottato e, a seconda dell’opzione scelta, potrà fare una visita guidata alla vigna e alla cantina con degustazione o una merenda con abbinamento cibo-vino dopo una visita al vulcano di Gambellara.

Adozione annuale n.1 – La prima proposta di adozione riguarda il nostro vigneto di Garganega. Con una sottoscrizione di 100 euro si adotterà per un anno un filare e si potranno ritirare 6 bottiglie di Gambellara Doc, il vino vulcanico della nostra terra che nasce dai grappoli di Garganega.

Adozione annuale n.2 – La seconda proposta di adozione riguarda i nostri vigneti di Garganega e di Durella. Con una sottoscrizione di 200 euro si adotterà per un anno un filare del vitigno scelto e si potranno ritirare 6 bottiglie di Gambellara Doc o di spumante di Durella con etichetta personalizzata. In più durante l’anno si potrà prenotare una visita guidata della cantina con degustazione dei nostri vini.

Adozione annuale n.3 – La terza proposta di adozione riguarda i nostri vigneti di Garganega e di Durella. Con una sottoscrizione di 300 euro si adotterà per un anno un filare del vitigno scelto e si potranno ritirare 6 bottiglie di Gambellara Doc o di spumante di Durella con etichetta personalizzata. In più durante l’anno si potranno prenotare una visita guidata della cantina, una passeggiata in mezzo ai filari con arrivo al vulcano di Gambellara (un’ora circa) con degustazione dei nostri vini abbinati a una selezione di prodotti tipici (soppressa, formaggio e miele) e un pranzo o cena per una persona in un ristorante della zona.

Per ricevere ulteriori informazioni sulle adozioni in vigna potete chiamare in cantina (tel. 0444.444144) o scriverci una mail a info@davidevignato.it

 


Una box speciale da ricevere a casa

In questi giorni con ristoranti, enoteche e locali chiusi in tanti ci hanno chiamato per chiederci dove trovare i nostri vini. In Italia li potete trovare negli shop on line di Meteri, Enoteca Biagioli, il Convivio Selezioni e altre attività che in questi giorni stanno lavorando con grande impegno per permetterci di ricevere a casa le nostre bottiglie preferite.
In via del tutto eccezionale, raccogliendo l'invito di alcuni amici lontani, ho deciso di creare una speciale box dedicata alla Garganega da poter ordinare direttamente alla cantina e da ricevere a casa: 6 bottiglie, due per tipo, per raccontare e far gustare in questi giorni le potenzialità e le diverse sfumature di questa uva nel terroir vulcanico di Gambellara. La box contiene due bottiglie di Gambellara Classico Doc El Gian, 2 bottiglie di Gambellara Classico Doc Col Moenia e due bottiglie di Garganega sur lie Primo Incontro. Il costo della box è di 70 euro spedizione inclusa.
Chi la desidera ricevere a casa può scrivermi una mail a info@davidevignato.it o chiamarmi al 347/9651311.
Nei prossimi giorni pubblicherò sulla pagina Facebook della cantina un breve video in cui racconterò come nascono questi tre vini e le caratteristiche della Garganega di Gambellara, così da guidarvi nella degustazione dei vini che riceverete.

 


Storia, territorio, natura. Ogni scelta ha un perché: perché spumantizzare la Durella

Come avete letto sopra quest'anno abbiamo deciso di piantare un nuovo vigneto di Durella. Era da tempo che ci pensavo e andavo in cerca del terreno ideale, vulcanico, a 450 mslm, nel cuore della Doc Lessini Durello.
Ricordo che mio nonno, in località Brovia, lavorava 3-400 piante di Durella e mio padre la elogiava come un'uva dai grandi pregi. Molto profumata, generosa e dalla grande acidità. Mio padre la vinificava assieme alla Garganega per dare un po' di freschezza al vino che vendeva sfuso. Ricordo anche che anche l'altro mio nonno, nativo dI San Pietro Mussolino nella parte più a nord della provincia di Vicenza, aveva qualche vigna di Durella e la vinificava. Il colore del vino era molto intenso, sembrava thè e dovevi attaccarti al tavolo per berlo da quanto duro e acido era! Circa 40 anni fa alcuni produttori della zona hanno iniziato a spumantizzarla e oggi gran parte della produzione è volta allo spumante. A mio parere il metodo che risalta al meglio le caratteristiche dell'uva nella spumantizzazione è con la rifermentazione in bottiglia, il metodo classico.

Io ho iniziato a spumantizzare questa splendida uva nel 2007 e ogni anno ho cercato di migliorarmi. Ci sono molti passaggi nella spumantizzazione che ti portano a bere un gran spumante dopo alcuni anni di affinamento sui lieviti e con il tempo sto cercando di affinarli per aver un vino con sempre più personalità. Ad esempio, ancora di più che per gli altri vini, il tempo di raccolta è fondamentale per partire con il piede giusto. Si pensa che per fare un buon metodo classico si deve raccogliere prima della perfetta maturazione per mantenere l'acidità e la freschezza, ma la Durella ha la sua bellezza anche nell'acidità, perciò preferisco raccoglierla quasi a maturazione per dare molti più aromi ed equilibrio con la giusta acidità. Ne risulta un vino meno spigoloso, più rotondo e complesso e dalla grande freschezza. In vinificazione viene lavorato come gli altri vini che produco e rimane a riposare in vasche d'acciaio nelle sue fecce fini fino a fine febbraio circa, periodo in cui avviene il tiraggio. Dopo l'operazione di imbottigliamento vado a posizionare le bottiglie orizzontali in un ambiente a 9/10°C cosicché la fermentazione possa partire lentamente, i lieviti riescano ad acclimatarsi e, lavorando più lentamente, riescano a dare un perlage più fine e fragranze più intense.

In venti giorni la temperatura viene gradualmente portata a 16/17°C per finire la fermentazione con tranquillità. Il periodo di affinamento in bottiglia sui lieviti avviene a temperatura costante di 15°C per circa 4 anni; in questo lungo e lento periodo non ci dovranno mai essere sbalzi di temperatura. Il momento della sboccatura avviene nel periodo più freddo dell'anno per ridurre lo stress dell'operazione al vino, per scelta non vado ad aggiungere altri vini o liquori durante la sboccatura così da mantenere inalterato il vino dopo il suo riposo sui lieviti.

Ho riscoperto quest'uva grazie all'amore che poneva in essa mio padre e ora voglio continuare a vinificarla sempre con più attenzione per aver un vino che in grado di rispecchiarne l’anima al meglio.


Una scommessa in questi giorni difficili

Stiamo vivendo settimane davvero strane e impegnative. Di questi tempi sarei dovuto essere negli Stati Uniti per un’importante fiera di vini, mentre in Italia mia sorella sarebbe appena tornata da Vinnatur. E invece, come tutti, siamo a casa e in vigna a confrontarci con uno scenario inimmaginabile fino a soli due mesi fa.

Le nostre abitudini sono cambiate, le nostre priorità sono diventate altre, abbiamo scoperto nuovi timori ma anche riscoperto alcune parti di noi e della nostra vita che avevamo un po’ dimenticato e tralasciato.

 Chi, come noi, ha la fortuna di vivere in campagna ha visto contrapporsi all’immobilità dell’uomo l’estrema vitalità della natura, che con la primavera è tornata a rinascere con colori e profumi meravigliosi, un puntuale inno alla vita che quest’anno ha una forza ancora più grande. La natura ci ha sempre insegnato che dopo ogni inverno e ogni fatica arrivano sempre la primavera e la gioia, per questo dobbiamo guardare avanti con ottimismo e impegno, continuando a prenderci cura di tutto ciò che ci circonda.

Proprio per guardare con speranza il futuro nei giorni scorsi abbiamo piantato un nuovo vigneto di Durella a 450 metri di altezza. Per vederne i frutti dovremo aspettare qualche anno, ma quando raccoglieremo i grappoli della prima vendemmia potremo voltarci indietro ed essere felici per non esserci fermati in questi giorni e aver scommesso sulla natura e sul nostro piccolo e amato territorio.

 


Storia, territorio, natura. Ogni scelta ha un perché: Il valore del tempo in vigna e in cantina

Quanto vale il tempo? Che valore gli posso dare?

Me lo chiedo molto spesso e trovo sempre diverse risposte. Sicuramente la natura m’insegna che il tempo va rispettato, trascorso, aspettato e vissuto pienamente in ogni suo momento.

Pensate solo a quanto tempo devo aspettare il frutto dopo aver piantato una giovane barbatella: 3 anni dicono… ma se voglio fare dell’ottima uva di qualità? 5 o 10?

Molte volte mi soffermo su questo pensiero e mi convinco che il tempo è preziosissimo e non va buttato. 

Oggi pianto una barbatella e lei subito si mette al lavoro, non sta ferma ad aspettare di diventar grande e produrre frutti, ma si adopera intensamente tutti i giorni. Il mio compito è quello di aiutarla, giorno dopo giorno, a diventare grande come si fa con i neonati: è esattamente la stessa cosa!

In ogni momento dell’anno c’è un tempo preciso per la vigna, unico e insostituibile: quello delle potature, quello dei trattamenti… poi arriva la vendemmia; ogni fase che ho citato ha la sua massima importanza. Alcuni tempi sono più lenti, altri più veloci, sembra quasi una sinfonia da seguire, un ritmo magico che crea la sua musica.

In cantina la storia cambia? Direi proprio di no.

E’ una composizione lenta e dolce anche lì. Il tempo della pigiatura è frenetico e tutto va veloce. Poi, come per incanto, con l’arrivo dei primi freddi tutto diventa molto più rilassato, calmo e paziente. I rimontaggi settimanali, gli assaggi dei vini nelle vasche, i picai che appassiscono e l’attesa per pigiarli. E ancora dopo l’attesa per la maturazione dei vini, il loro imbottigliamento a luglio… e poi si ricomincia.

Anche qui in cantina il tempo ha un valore ben preciso ed è quello della maturazione, della crescita.

Sì, ne son sicuro: sia in vigna che in cantina, come nella vita, il tempo ha un immenso valore, quello della crescita, della maturazione, dell’evoluzione.

La barbatella appena piantata, il vino appena pigiato, io oggi: siamo tutti più evoluti e maturi di ieri e meno di domani. Questo è il valore del tempo che la natura mi ha insegnato e che cerco di rispettare giorno dopo giorno.


Primi aggiornamenti dell'anno, ricco di novità!

Inizio con il raccontarvi che da gennaio è iniziata una nuova collaborazione con Meteri, distribuzione che seleziona vini naturali, artigianali e territoriali rispettosi dei cicli stagionali, dei vitigni e delle tradizioni.

Mi hanno già coinvolto in nuove iniziative, incontri con gli agenti, eventi; sono molto soddisfatto, soprattutto perché hanno la stessa mia idea e visione di cosa dovrebbe essere un vino e di rispetto per il territorio.

Soprattutto sposano l’idea che i vini debbano essere naturali e buoni senza alcun compromesso: elementi essenziali di un buon vino naturale sono la bevibilità, la pulizia e l’eleganza, valori identitari in cui mi riconosco in pieno e cerco sempre di esprimere in ogni bottiglia.

 Insieme a loro parteciperò alla prossima edizione del Live Wine al Palazzo del Ghiaccio di Milano il 5 e il 6 luglio, un evento dedicato al vino artigianale organizzato in collaborazione con la manifestazione “Vini di Vignaioli-Vins de Vignerons” e l’Associazione Italiana Sommelier Lombardia.

Il 24 e il 25 maggio sarò invece a Fano per il Biagioli Wine Festival, un evento per appassionati, sommelier e per operatori ho.re.ca. (a questi ultimi è dedicata la giornata del lunedì).

Saranno organizzate anche delle masterclass con alcuni dei maggiori interpreti dell’enologia italiana, il ricavato verrà devoluto in beneficenza all'ospedale "Salesi di Ancona".


Dove trovi i miei vini: Evoè e Estro

Dove trovi i miei vini? Per gli amici veneti e per chi è di passaggio in zona consiglio Evoè a Padova, una piccola enoteca nel cuore della città che offre stuzzichini, antipasti e piatti regionali: un posto ideale per l’aperitivo!

Se vi trovate a Venezia, invece, dovete andare da Estro, un ristorante di cucina contemporanea del territorio con piatti della tradizione, prodotti di qualità e vini naturali. La selezione di questi è davvero accurata: trovate più di 700 etichette provenienti da tutte le parti del mondo che testimoniano l’amore che hanno nei confronti del vino.


Ti racconto un vino: Recioto Cul D’Oro

Si avvicinano le feste e quindi non posso non parlarvi del mio Cul d’Oro, Recioto di Gambellara Classico DOCG, un vino che è perfetto per accompagnare i dolci tipici del periodo.

I grappoli di Garganega vengono raccolti a mano, selezionando solo i migliori dalle vigne che hanno in media 25 anni. Vengono poi fatti appassire appesi con dei fili (picai), dopo la spremitura affina in barrique. Questo recioto richiama alla vista i colori dell’oro e al naso arriva la frutta matura. Morbido ed equilibrato con un leggero retrogusto di mandorla. Qui trovate la scheda tecnica del vino.

 

Il modo migliore per festeggiare il Natale!
Buone Feste!


Ultimi viaggi dell'anno

Nello scorso Ottobre ho fatto il mio primo viaggio in Canada a Montreal, una trasferta sicuramente molto impegnativa. Assieme al mio importatore di Bambara Selection e al suo team, da cui ho avuto un grande supporto, abbiamo partecipato a 2 fiere, Raw Wine e Rapispav, e siamo andati a visitare molti clienti. Montreal è una città a misura d’uomo, le persone hanno molto rispetto della natura, di loro stesse e anche del prossimo. Confido che il mio Gambellara continui ad avere il successo che ha in questo momento in Canada e di ritornarci presto. E’ stata la mia prima volta in Canada ed è proprio il caso di dire che le prime volte non si scordano mai!

Dal 19 al 22 novembre scorso ho viaggiato tra Bordeaux, Bayonne e Biarritz assieme a Bruno Ducasse, di Bonte Di Vino - Vins d'Italie, che è la persona di riferimento in Francia per i miei vini. Già all’arrivo martedì sera, Bruno mi ha messo al lavoro andando a visitare dei clienti che già mi conoscono, passeggiando per il centro della bellissima e storica Bordeaux. Nei giorni successivi, dopo Bordeaux ci siamo spostati nei paesi baschi di Bayonne e Biarritz. Qui la natura domina, l’ondulato paesaggio, le case tutte colorate di bianco con gli infissi rossi o verdi e le persone molto accoglienti ti fanno sentire come a casa. Non poteva mancare la visita di uno Chateaux della zona dello Sauternes, l’ultimo giorno prima di partire; qui l’agricoltura è di precisione, davvero nulla è lasciato al caso. Ho apprezzato moltissimo la loro capacità di raccontarsi e valorizzare i luoghi, le loro colture e il loro modo di vedere il vino e l’agricoltura. Riuscire a far apprezzare il suolo vulcanico e la mia Garganega di Gambellara in una regione francese, tra le più vocate al mondo per la viticoltura, è stata per me una grande soddisfazione e mi da una gran spinta ed energia per continuare a portare il mio vino in molti altri posti nel mondo!


Storia, Territorio, Natura. Ogni scelta ha un perché”: Attività in cantina

Le attività in cantina nei mesi scorsi sono state frenetiche, faticose, impegnative, le giornate sembravano non finire mai. La vendemmia è così ogni anno, l’attendi con impazienza, ti attira in un vortice e poi tutto ritorna calmo, sereno, tranquillo.

Ora sono qui in cantina, dove i vini riposano, come la natura vuole nei mesi freddi dell’inverno. Nel periodo invernale questo luogo trasmette pace e pazienza; c’è da aspettare che i vini maturino, io li aiuto con batonnage settimanali, l’uva nei picai appassisce lentamente attendendo il momento opportuno per la spremitura, quando gli acini avranno una concentrazione di zucchero tale che ad un certo punto non saranno più fermentabili.

In questo periodo puliamo attentamente tutte le varie parti della cantina, della zona pigiatura, delle vasche che durante la vendemmia abbiamo dovuto tralasciare per la grande mole di lavoro. A me piace particolarmente lavorare in cantina in questo periodo, adoro assaggiare piano piano i vini delle diverse vasche e botti. Mi ritorna subito in mente il gusto dell’uva, le levatacce mattutine, le poche ore dormite alla notte del periodo più intenso dell’anno, quello della vendemmia.