Venerdì 19 agosto nel pomeriggio, mentre stavamo preparando e pulendo tutte le attrezzature per l’imminente vendemmia, inavvertitamente ho messo le mani dentro alla sponda del rimorchio che, chiudendosi con il pistone, mi ha schiacciato un dito, l’anulare della mano destra. L’infortunio è parso fin da subito abbastanza grave tanto che i medici hanno deciso di operarmi inserendomi dei ferri per tenere la mano più ferma possibile.

Subito dopo l’operazione abbiamo vissuto un momento di grande preoccupazione perché ero bloccato, non potevo fare molte cose, anzi dovevo stare il più immobile possibile: c’era in ballo l’uso del dito in modo definitivo. I giorni successivi sono stati scanditi da un viavai continuo all’ospedale per le visite e le medicazioni necessarie: in quei giorni ho capito che tutto era diverso, tutto era cambiato, la preoccupazione per l’incombente vendemmia… dovevo riorganizzarmi velocemente.

Fortunatamente c’è Matteo, che lavora da anni nella mia azienda. Bravo e autonomo, conosce già la mia realtà, come lavoro e cosa voglio ottenere: la vendemmia la sta gestendo lui al momento, affiancato da un altro collaboratore che lo sta aiutando. Loro sono le mie mani in cantina, visto che non riuscirò a fare più di tanto.
Tutti noi affronteremo questa vendemmia giorno per giorno, organizzando pochi giorni alla volta, senza pensare al lungo periodo, procedendo a piccoli passi. Quest’anno quindi la vendemmia sarà un po’ più lunga, con ritmi un po’ più lenti.

Per la prima volta il mio sarà un punto di vista diverso, perché sono al di fuori, non in prima linea come sempre: guardo gli altri lavorare. Anche se le decisioni importanti le prendo sempre io, non potrò metterci le mani e dovrò imparare, più degli anni scorsi, a lavorare in squadra, a fidarmi degli altri.
Cerchiamo insieme di organizzare il tutto nei migliori dei modi: gli orari, la vendemmia, i lavori in cantina, come affrontare le piogge autunnali, continuando a comunicare giorno per giorno.

Una cosa che mi ha dato molta felicità è stato l’affetto che molti produttori della zona mi hanno dimostrato, telefonandomi per sapere della mia salute, rendendosi disponibili al 100% per aiutarmi nel caso avessi bisogno durante il complicato momento della vendemmia. Mi hanno fatto molto piacere questa sensibilità ed empatia verso la mia situazione.

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