Ti racconto un vino: Primo Incontro

L’ultima tipologia di vino prodotto, ormai 4 anni fa, il Primo Incontro, mi sta dando molta soddisfazione, perché è un vino che è stato capito e apprezzato dalle persone che nel tempo lo hanno assaggiato, comprato e stappato.

Un vino fresco, minerale, piacevole e di facile beva, per me il vino della convivialità: il nome scelto richiama l’incontro tra amici e tra la Garganega ferma e l’uva passita di Recioto.


Il Primo Incontro nasce infatti da uve Garganega, vitigno autoctono espressione del mio territorio, reso frizzante da una seconda fermentazione avviata con il mosto di Recioto. Le vigne scelte sono quelle della sottozona dei Monti di Mezzo e Faldeo, vigneti di collina con 25 anni sulle spalle, a circa 200 metri di altitudine. Arriva quindi in bottiglia senza aggiunta di prodotti chimici o solforosa, ma solo con l’uso attento di lieviti indigeni.

Per i più curiosi lascio qui il link al sito e la scheda tecnica.


Dove trovi i miei vini: Venezia

Oggi vi porto dagli amici di Vineria all’Amarone, a Venezia nei pressi di Rialto, ma non fatevi distrarre dal nome! Certo, hanno una selezione di Amarone e Valpolicella molto ricca ed interessante, ma la stessa attenzione e cura nella scelta dei vini veronesi c’è anche su altre tipologie di vino.

Si può mangiare e godere dei loro famosi cicchetti, i tipici crostini veneziani che ogni giorno preparano con cura scegliendo solo ingredienti di qualità, locali e italiani, e abbinandoli in modo originale, oltre alla classica selezioni di saluti e formaggi DOP, gnocchi o spaghetti alle vongole. Un menù davvero interessante.

Accanto alla Vineria c’è l’Enoteca, dove si possono acquistare vini e prenotare anche degustazioni informali di 3 o 5 vini, un modo divertente ed informale per conoscere i vini del Veneto.

Photo by: Vineria all'Amarone

Storia, territorio, natura. Ogni scelta ha un perché: estate in vigna e in cantina

L’estate in vigna è un momento dell’anno che sento “lungo”, un po’ perché le giornate sono effettivamente più lunghe, un po’ perché si cerca di sfruttare tutta la giornata di sole per lavorare e si rientra in cantina alla sera stanchi.

Anche le viti lavorano molto durante questo periodo: i tralci continuano ad allungarsi, l’uva diventa sempre più gonfia e si prepara alla maturazione. Dobbiamo arrivare a questo periodo con la pianta in splendida forma, affinché possa dare il massimo per portare a maturazione al meglio i frutti.

Per fare questo dobbiamo tenere il più sane possibile le foglie, con trattamenti di rame e zolfo contro le due malattie fungine più importanti, la peronospora e l’oidio. Foglie sane e in forma sintetizzano in modo ottimale la luce e trasferiscono tutta la forza all’uva.

Altro aspetto delicato di queste giornate calde è l’irraggiamento del terreno. Il sole diretto sul terreno nudo lo scalda troppo e può mandare in sofferenza le radici delle piante. Ecco perché preferisco lasciare l’erba del filare abbastanza alta così che protegga  la terra dai raggi diretti del sole, mantenga l’umidità di risalita nel terreno e ci sia un microclima migliore per la vita dei piccoli animali.

Subito dopo la fioritura, ormai alcune settimane fa, siamo andati a cimare e a togliere le foglie attorno al grappolo per un miglior passaggio d’aria e di sole. Ora invece che il sole picchia forte, lascio che i tralci crescano lunghi in modo da coprire e riparare un po’ il grappolo dal sole diretto. Agosto è alle porte, ora  dobbiamo solo aspettare che la natura maturi alla perfezione i grappoli per prepararci al raccolto.

 

Ma al fresco della cantina è anche tempo di lavori prima dell’imbottigliamento. Ogni anno i nostri vini vengono messi in bottiglia nel mese di luglio, dopo aver aspettato quasi un anno che si maturino e stabilizzino in vasca. Venti giorni prima dell’imbottigliamento facciamo gli assaggi di tutte le vasche e ci prepariamo a fare i tagli di ogni vino, ragionando sulle quantità che ci servono e su tutte le varie possibilità di blend per trovare l’unione perfetta. E ’un momento importante perché in mezza giornata di assaggi e prove decidi, e provi ad immaginare, la futura vita di ogni vino. Con l’imbottigliamento si conclude il lavoro in cantina durato quasi un anno e ci si prepara alla nuova vendemmia con entusiasmo e forza per una nuova avventura.

 

 

 

 


Un giorno a Gambellara e dintorni

Siamo in estate, le nostre colline sono un luogo ideale per organizzare una passeggiata con gli amici, un giro in bicicletta o meglio ancora un picnic, dopo essere passati in cantina da me per assaggiare le nuove annate e prendere un po’ di vino per placare la vostra sete estiva.

Ecco alcuni luoghi che vi consiglio di visitare a Gambellara:

  • Senza dubbio la prima tappa è il vulcano spento del Monte San Marco, luogo ricco di significato per noi viticoltori. Qui potrete vedere i resti della caldera del vulcano e i basalti colonnari che rendono i vini di Gambellara unici. Sono visibili su una parete, entrando all’interno del cratere sulla destra. La mineralità dei nostri vini nasce in questa conca, che ci ricorda ogni giorno quanto ricco è il nostro territorio.
  • Dal vulcano spento si può raggiungere con una breve passeggiata la chiesetta di San Marco, detta anche dell’Immigrato, chiesa che ha subito diverse ricostruzioni nel corso degli anni, la più recente è del XX secolo.

 

  • Vi consiglio poi di proseguire con una passeggiata sul Monte Faldeo, passando per Monte Crocetta, Monte di Mezzo e per concludere nella contrada dell’Agugliana. E’ il luogo ideale per avere un colpo d’occhio sulle nostre colline e sulla pianura padana.
  • Per gli appassionati di storia invece una tappa obbligata è l’Obelisco di Sorio, nella frazione che precede Gambellara, luogo dove avvenne appunto l’omonima battaglia nell’aprile del 1848. Qui il gruppo dei crociati vicentini combatterono duramente contro le più numerose e meglio armate truppe austriache.