Una box speciale da ricevere a casa

In questi giorni con ristoranti, enoteche e locali chiusi in tanti ci hanno chiamato per chiederci dove trovare i nostri vini. In Italia li potete trovare negli shop on line di Meteri, Enoteca Biagioli, il Convivio Selezioni e altre attività che in questi giorni stanno lavorando con grande impegno per permetterci di ricevere a casa le nostre bottiglie preferite.
In via del tutto eccezionale, raccogliendo l'invito di alcuni amici lontani, ho deciso di creare una speciale box dedicata alla Garganega da poter ordinare direttamente alla cantina e da ricevere a casa: 6 bottiglie, due per tipo, per raccontare e far gustare in questi giorni le potenzialità e le diverse sfumature di questa uva nel terroir vulcanico di Gambellara. La box contiene due bottiglie di Gambellara Classico Doc El Gian, 2 bottiglie di Gambellara Classico Doc Col Moenia e due bottiglie di Garganega sur lie Primo Incontro. Il costo della box è di 70 euro spedizione inclusa.
Chi la desidera ricevere a casa può scrivermi una mail a info@davidevignato.it o chiamarmi al 347/9651311.
Nei prossimi giorni pubblicherò sulla pagina Facebook della cantina un breve video in cui racconterò come nascono questi tre vini e le caratteristiche della Garganega di Gambellara, così da guidarvi nella degustazione dei vini che riceverete.

 


Storia, territorio, natura. Ogni scelta ha un perché: perché spumantizzare la Durella

Come avete letto sopra quest'anno abbiamo deciso di piantare un nuovo vigneto di Durella. Era da tempo che ci pensavo e andavo in cerca del terreno ideale, vulcanico, a 450 mslm, nel cuore della Doc Lessini Durello.
Ricordo che mio nonno, in località Brovia, lavorava 3-400 piante di Durella e mio padre la elogiava come un'uva dai grandi pregi. Molto profumata, generosa e dalla grande acidità. Mio padre la vinificava assieme alla Garganega per dare un po' di freschezza al vino che vendeva sfuso. Ricordo anche che anche l'altro mio nonno, nativo dI San Pietro Mussolino nella parte più a nord della provincia di Vicenza, aveva qualche vigna di Durella e la vinificava. Il colore del vino era molto intenso, sembrava thè e dovevi attaccarti al tavolo per berlo da quanto duro e acido era! Circa 40 anni fa alcuni produttori della zona hanno iniziato a spumantizzarla e oggi gran parte della produzione è volta allo spumante. A mio parere il metodo che risalta al meglio le caratteristiche dell'uva nella spumantizzazione è con la rifermentazione in bottiglia, il metodo classico.

Io ho iniziato a spumantizzare questa splendida uva nel 2007 e ogni anno ho cercato di migliorarmi. Ci sono molti passaggi nella spumantizzazione che ti portano a bere un gran spumante dopo alcuni anni di affinamento sui lieviti e con il tempo sto cercando di affinarli per aver un vino con sempre più personalità. Ad esempio, ancora di più che per gli altri vini, il tempo di raccolta è fondamentale per partire con il piede giusto. Si pensa che per fare un buon metodo classico si deve raccogliere prima della perfetta maturazione per mantenere l'acidità e la freschezza, ma la Durella ha la sua bellezza anche nell'acidità, perciò preferisco raccoglierla quasi a maturazione per dare molti più aromi ed equilibrio con la giusta acidità. Ne risulta un vino meno spigoloso, più rotondo e complesso e dalla grande freschezza. In vinificazione viene lavorato come gli altri vini che produco e rimane a riposare in vasche d'acciaio nelle sue fecce fini fino a fine febbraio circa, periodo in cui avviene il tiraggio. Dopo l'operazione di imbottigliamento vado a posizionare le bottiglie orizzontali in un ambiente a 9/10°C cosicché la fermentazione possa partire lentamente, i lieviti riescano ad acclimatarsi e, lavorando più lentamente, riescano a dare un perlage più fine e fragranze più intense.

In venti giorni la temperatura viene gradualmente portata a 16/17°C per finire la fermentazione con tranquillità. Il periodo di affinamento in bottiglia sui lieviti avviene a temperatura costante di 15°C per circa 4 anni; in questo lungo e lento periodo non ci dovranno mai essere sbalzi di temperatura. Il momento della sboccatura avviene nel periodo più freddo dell'anno per ridurre lo stress dell'operazione al vino, per scelta non vado ad aggiungere altri vini o liquori durante la sboccatura così da mantenere inalterato il vino dopo il suo riposo sui lieviti.

Ho riscoperto quest'uva grazie all'amore che poneva in essa mio padre e ora voglio continuare a vinificarla sempre con più attenzione per aver un vino che in grado di rispecchiarne l’anima al meglio.


Una scommessa in questi giorni difficili

Stiamo vivendo settimane davvero strane e impegnative. Di questi tempi sarei dovuto essere negli Stati Uniti per un’importante fiera di vini, mentre in Italia mia sorella sarebbe appena tornata da Vinnatur. E invece, come tutti, siamo a casa e in vigna a confrontarci con uno scenario inimmaginabile fino a soli due mesi fa.

Le nostre abitudini sono cambiate, le nostre priorità sono diventate altre, abbiamo scoperto nuovi timori ma anche riscoperto alcune parti di noi e della nostra vita che avevamo un po’ dimenticato e tralasciato.

 Chi, come noi, ha la fortuna di vivere in campagna ha visto contrapporsi all’immobilità dell’uomo l’estrema vitalità della natura, che con la primavera è tornata a rinascere con colori e profumi meravigliosi, un puntuale inno alla vita che quest’anno ha una forza ancora più grande. La natura ci ha sempre insegnato che dopo ogni inverno e ogni fatica arrivano sempre la primavera e la gioia, per questo dobbiamo guardare avanti con ottimismo e impegno, continuando a prenderci cura di tutto ciò che ci circonda.

Proprio per guardare con speranza il futuro nei giorni scorsi abbiamo piantato un nuovo vigneto di Durella a 450 metri di altezza. Per vederne i frutti dovremo aspettare qualche anno, ma quando raccoglieremo i grappoli della prima vendemmia potremo voltarci indietro ed essere felici per non esserci fermati in questi giorni e aver scommesso sulla natura e sul nostro piccolo e amato territorio.