Gli eventi di Aprile

Come sempre Aprile è un mese impegnativo, quest’anno ancora di più perché oltre alla mia partecipazione al VinitalyBio sarò, negli stessi giorni, presente a Vinnatur e a fine mese in Romagna per l’evento “80 voglia di Romagna”.

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Vinitaly
Da domenica 15 a mercoledì 18 aprile torna appunto a Verona l’atteso appuntamento con “Vinitaly”; il Salone Internazionale del Vino e dei Distillati cui parteciperò anche quest’anno all’interno dell’area VinitalyBio. Quale miglior location del salone dedicato al vino biologico certificato, prodotto in Italia e all’estero, per promuovere la mia attività, basata sui principi del rispetto del territorio e delle sue caratteristiche, ed i miei prodotti, vini capaci di rispecchiare questa metodologia che vuole essere una scelta di vita. Ci si vede lì, padiglione 8 VinitalyBio, tavolo n.10.

Vinnatur
Dal 14 al 16 aprile 2018 sarò a Monticello di Fara di Sarego, in provincia di Vicenza, presso la Settecentesca Villa Da Porto detta “La Favorita”, per l’evento VINNATUR, la mia prima volta.
La più importante manifestazione dedicata ai vini naturali in Italia e annuale appuntamento per chi, come me, predilige un approccio naturale sia in vigna che in cantina. In quest’occasione potrete conoscere prodotti e produttori, degustare i nostri vini e acquistare ciò che più vi stupirà! Vi aspetto al tavolo n. 120 nelle cantine di Villa Favorita!

80 voglia di Romagna
Il 22 Aprile trasferta a Bertinoro per l’appuntamento “80 voglia di Romagna”, la grande festa del vino e dei vignaioli della Romagna. Cosa c’entro io? Sono stato invitato da Italia nel Bicchiere con altre aziende di diverse regioni d’ Italia, quindi oltre ad assaggiare l’ Albana, il Sangiovese, il Famoso, il Centesimino e le altre espressioni enologiche del territorio troverete anche il mio Gambellara!


Un colpo di fulmine

Ho sempre respirato la vita di cantina e di campagna fin da piccolo, ricordo che da bambino dopo la scuola e alla sera andavo ad aiutare mio papà a pigiare, travasare e provare tutti i lavori di cantina.

C’è stato un periodo in cui mio papà vinificava le sue uve e vendeva il vino sfuso in damigiana, faceva anche poche bottiglie di recioto. Poi un’inversione di rotta, verso l’inizio degli anni ’90 decise di vendere direttamente l’uva che produceva abbandonando la vinificazione e tutto ciò che ne conseguiva; io ero ancora troppo giovane e papà non sapeva se aveva senso investire in cantina per il mio futuro o se avrei preso un'altra strada, e questo si faceva anche nel 1997, quando ho aperto la mia partita iva e sono entrato in cantina a lavorare con lui, appena maggiorenne, con un po’ di studi di agraria sulle spalle, molta curiosità e voglia di mettermi in gioco.

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Giorno dopo giorno, lavorando al suo fianco, mettendo letteralmente le mani nella terra, sentendo il profumo della campagna, vivendo le stagioni all’aperto, in vigna, mi sono sempre più appassionato di quello che stavo facendo ed ho iniziato a girare per cantine (quelle degli altri) e a partecipare a parecchie manifestazioni, occasione per assaggiare vini, incontrare produttori e soprattutto parlare e confrontarmi con loro. Iniziai a farmi delle domande.

Se il terreno cambia conformazione anche nel giro di pochi metri, questa varietà dovrebbe rispecchiarsi nel vino, perché le radici vanno ad assimilare quello che c'è nel terreno giusto? Come mai, se è vero che il terreno cambia anche in 50 metri, i vini sono tutti uguali?
Continuavo ad assaggiare vini, soprattutto vini bianchi; perché mi sembravano avere gli stessi profumi, gli stessi gusti? Perché questi vini non mi emozionavano?
Di conseguenza mi sono chiesto: tutti i prodotti che usa mio papà, influenzano qualcosa? In cantina come lo fanno il vino? Avevo l’impressione che venisse “spogliato” e “ricostruito” e non mi piaceva: perché non si lasciavano tutte le proprietà che la natura stessa ci regala?

Finchè un giorno, in una delle prime fiere dei vini naturali, a Fornovo, 15 anni fa, assaggiai un vino Francese, forse della Loira, ricordo solo che era uno Chardonnay.
Una folgorazione! Era un vino di 10 anni ed era una bomba, mi sembra di sentirne ancora il gusto in bocca.
In una fiera di vini naturali dove tutti quelli assaggiati avevano perlopiù difetti, questo era sublime, elegante, fine e rispecchiava il gusto che io ricordavo dell'uva chardonnay, che viene leggermente influenzata dal terreno dove nasce, che arricchisce il vino e lo caratterizza.

Questa è la strada mi son detto. Ho chiesto al produttore cosa facesse, come lo facesse, soprattutto perchè, con non poche difficoltà date dalla lingua, ho capito che adottava un approccio Bio/naturale in vigna, senza forzature e concimazioni, lasciava che la vite lavorasse in maniera equilibrata. In cantina il suo lavoro era ridotto al minimo, cercando di portare in bottiglia solo quello che la terra gli dava, che gli regalava. “Raramente però, mi confidò, riesco ad avere questi risultati”. Mi sono ripetuto: questa è la strada, è ora di iniziare.


Aprile dolce dormire...ma anche no!

L’attività in cantina, durante la fine di marzo, mi ha visto impegnato nell’imbottigliamento di una parte della nuova annata del “El Gian”.
Un vino giovane e fresco prodotto esclusivamente con l’uva autoctona del territorio di Gambellara, la Garganega, dopo averla raccolta a mano in ottobre ed averla lasciata maturare in vasche d’acciaio.
Un vino che deve il suo nome a papà Gian Domenico e a cui sono particolarmente legato.

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